Un weekend tra le maschere di Venezia

Piccoli cenni storici:

Per una settimana intera la città pittoresca di Venezia fa da sfondo alle famose maschere, in ogni viuzza si possono incontrare persone con sontuosi abiti, personaggi fiabeschi ed anche personaggi buffi e scherzosi. Tutti conosciamo almeno per sentito dire o per  diverse foto il carnevale di Venezia, le origini parrebbero risalire addirittura al Medioevo quando con l’espressione “carnem levare” si indicava l’astensione dal mangiare carne, nell’ultima notte prima della quaresima. È solo poi dal XV secolo quando il Doge fece festeggiare la sconfitta della settentrionale Aquileia, che il carnevale si trasformò in ciò che oggi conosciamo, da allora, divenne una festa popolare, sempre più sentita dalle persone del luogo e iniziò a richiamare l’attenzione e la curiosità delle persone esterne.

Vediamo un po’ come muoversi in quelli che sono i giorni più colorati ma certamente più caotici della città Veneziana.

Giorno 1

Da sabato 16 febbraio a martedì 5 marzo 2019 si è svolto il Carnevale, il programma è variegato e ogni giorno ci sono spettacoli, sfilate, ed eventi che si possono vedere aggiornati sul sito ufficiale.

Noi arriviamo sabato 23 febbraio all’ora di pranzo. Usciti dalla stazione siamo entrati in un altro mondo parallelo, travolti in un vortice di colori, frenesia e teatralità.

Ovviamente c’è da aspettarsi tanta tanta gente, è infatti consigliabile utilizzare uno zaino grosso da viaggio, piuttosto che una valigia, in questo modo sarà più facile districarsi tra la fiumana di gente.

L’hotel che abbiamo scelto noi si chiama “Hotel Abbazia”, a 10 minuti dalla stazione, il che è la cosa migliore non solo per la posizione, ma anche perché se si arriva prima dell’orario di check-in si può chiedere la cortesia all’hotel di tenere la valigia in modo da poter girare in maniera libera. 

Il personale è davvero molto cordiale e disponibile, l’edificio inoltre prima di essere restaurato era una vecchia abbazia medievale, il che lo rende molto particolare. C’é anche un delizioso giardino interno, in cui poter stare durante la bella stagione.

Iniziamo subito a perlustrare le viuzze vicino all’hotel, e ci concediamo un veloce pasto. Alle 15 ci avviamo a Piazza San Marco per la “Sfilata delle maschere”. I partecipanti sfilano in passerella, al fine di essere decretati come maschera più bella.

Maschere e gondole

Ad un certo punto vediamo la folla di persone che si inizia a posizionare al fondo di piazza S.Marco per osservare il tradizionale “corteo delle Marie” (o “Festa delle Marie”), corteo di dodici ragazze veneziane volte a celebrare l’omaggio che il Doge porgeva annualmente a dodici bellissime e umili fanciulle veneziane, dotandole per il matrimonio con i gioielli dogali.

Al tramonto, non poteva mancare il romantico giro in gondola. Il costo dipende dal giro che si vuole fare, il giro più corto 80 € per un massimo di 6 persone per 30 minuti, mentre 120 € per quello più lungo, che abbraccia quindi una parte più grande della città, portandovi sotto a diversi edifici importanti. È possibile fare anche il giro notturno dalle 19:00 alle 8:00, costo 100 € per 30 minuti.

A secondo di dove si sale il percorso può variare, i luoghi di attracco sono praticamente su quasi tutti i canali. Noi siamo salita davanti a S.Marco, optando per il giro più lungo, già che siamo a Venezia e bene o male è un’esperienza che si fa una volta nella vita, abbiamo detto perché no?!

Il nostro gondoliere era molto gentile e disponibile, prima di salire ci ha descritto il percorso mostrandoci tutto in una mappa.

Lasciando il Canal Grande vi renderete conto che si inizia ad addentrarsi in un’altra Venezia, quella meno conosciuta, più nascosta e più vera, con i suggestivi canali minori. Durante il giro il gondoliere ci ha raccontato la storia degli edifici che vedevamo, dei ponti e aneddoti di vita veneziana. Ci ha mostrato uno dei canali più stretti della città, dove non è assolutamente facile districarsi con un’imbarcazione di 11 metri.

Siamo stati molto soddisfatti di averlo fatto, nonostante si sentano sempre commenti negativi del tipo: “E’ una truffa, costa molto e dura pochissimo, i gondolieri sono scortesi e se ne approfittano dei turisti, ecc”, devo dire che per noi è stato tutto l’opposto, è vero il prezzo non è economico, però rapportato alla città in cui ci si trova è giusto ed il nostro gondoliere era molto simpatico, preparato e disponibile.

Per la cena è sempre meglio prenotare, dato le molte persone e le piccole dimensioni dei locali c’è l’alta probabilità di non trovare posto.

Giorno 2

La domenica ci alziamo presto per dirigerci in Piazza San Marco dove si terrà “Il volo dell’Angelo”, con cui si avvia ufficialmente il carnevale.

È una tradizione centenaria nata in un’edizione del Carnevale nella metà del Cinquecento, un giovane acrobata turco riuscì con l’utilizzo di un bilanciere ad arrivare alla cella campanaria del campanile di San Marco camminando sopra una lunghissima corda che partiva da una barca ancorata sul molo della Piazza. Nella discesa raggiunse la balconata del Palazzo Ducale, porgendo così gli omaggi dovuti al Doge.Si decise di ripetere l’acrobazia anche nelle edizioni successive, ma nel 1759 l’esibizione finì in tragedia con l’acrobata che si schiantò al suolo. Così per evitare altre tragedie future si sostituì l’acrobata con una grande colomba di legno, che partendo sempre dal campanile durante il volo liberava sulla folla sottostante coriandoli e fiori. Ecco che il nome di “Volo dell’Angelo” divenne “Volo della Colombina”. Per diversi anni poi la tradizione si interruppe, finché si riprese solo nel 2001 quando a volare sarà una giovane ragazza veneziana.

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Per entrare nella piazza la polizia sottoponeva a controlli, facendo buttare tutto ciò che può nuocere se usato come un’arma (es. bottiglie di vetro). Ciò provoca una lunga fila anche perché le persone vengono fatte entrare poco alla volta.

Dopo lo spettacolo dell’Angelo decidiamo di andare a scoprire un luogo particolare e unico: “Libreria Acqua Alta”. Un posto piccolino e pieno di libri vecchi, nuovi, alcuni consumati dal sale del mare…vecchi tesori da scoprire. All’entrata c’è sempre fila, ma ne vale davvero la pena. 

Al pomeriggio facciamo una passeggiata fino all’Isola Sant’Elena, dove allontanandoci dalla folla si può realmente godere del paesaggio bello e malinconico che contraddistingue Venezia. Inoltre l’isola è famosa anche per i cadetti del Collegio navale-militare Morosini, che si riconoscono per il tipico mantello veneziano con cui si aggirano per le calle, e di cui in cui in gioventù faceva parte anche mio papà.

Giorno 3

Il terzo giorno lo dedichiamo a visitare Murano e Burano. Per raggiungere le due mete bisogna prendere una linea di vaporetti, che in pratica funzionano come i normali bus nelle altre città. Noi abbiamo optato per il biglietto giornaliero che costa 20 €, altrimenti ogni corsa costa 6,50 €, dura 60 minuti e permette di cambiare vaporetto, ma sempre nella stessa direzione.

Noi abbiamo preso la linea 12 da “Fondamente Nove” di Venezia, in un quarto d’ora di viaggio circa si è a Murano scendendo alla fermata “Faro”.

Murano è conosciuta in tutto il mondo per la lavorazione del vetro, infatti si trovano parecchie botteghe artigianali dove vendono oggetti, gioielli, souvenir fatti con il famoso vetro. Arrivati di mattina presto non c’era molta gente, per cui siamo riusciti a girare l’isola in poco tempo.

Sempre dalla fermata Faro si riprende la linea 12 verso Burano, la fermata intermedia è “Mazzorbo” e poi c’è “Burano”, bisogna scendere a questa.

Burano è affascinante per le famose case colorate, che con i loro mille colori diversi si riflettono nelle acque dei canali, creando un paesaggio davvero suggestionante. Ciò che più ci ha stupito è la calma. Nonostante i turisti, il silenzio regna sovrano, quasi come trovarsi in un mondo parallelo. Nelle vie si trovano botteghe che vendono il tipico merletto buranello, alcuni fatti artigianalmente dalle anziane del luogo. Mentre si passeggia se non ci si vuole fermare a fare pranzo in una delle pizzerie, si può andare in una delle 3 pasticcerie e prendere il tipico dolce del luogo “il Bussolà”, oppure una frittella allo zabaglione (altamente consigliata).

Burano è fortemente fotogenica, e per gli amanti delle foto ci sono sempre degli angoli da ritrarre. Una delle case più colorate e fantasiose è “la Casa di Bepi Suà” dipinta con l’utilizzo di moltissimi colori, divisi in forme geometriche.

Il tragitto del ritorno dura circa 45 minuti, ed è difficile trovare posto a sedere nelle ore di punta, per via dei molti turisti.

Ancora qualche oretta libera e poi dritti verso la stazione, salutando questo posto magico.

“E quando lasciamo Venezia scopriamo che i nostri orologi hanno
problemi a tornare di nuovo al tempo reale.”


1 commento

Norma · 18 Marzo, 2019 alle 8:52 am

“Com’è triste Venezia…..”
Ma meravigliosa in ogni sua dalla e valletta.

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