A spasso tra il bivacco Bernardi e le punte circostanti

Un balcone sulle Alpi Marittime

Bivacco Bernardi

• Dove

Demonte, Valle Stura

• Località di partenza

Borgata San Giacomo, Demonte

• Lunghezza

16 Km

• Dislivello

1100 m+

• Durata

Breve, ma da noi suddivisa in due giorni per pernottare al bivacco

• Periodo consigliato

Tutto l’anno

• Difficoltà

E

Giorno 1

Dopo una lunga settimana, per noi, non esiste modo migliore per rilassarsi che scappare in montagna, un weekend in bivacco è l’ideale. Questa volta abbiamo pernottato al bivacco Bernardi in Valle Stura.  

Il bivacco, è dedicato alla giovane Roberta Bernardi grande appassionata di montagna e purtroppo scomparsa prematuramente. 

Dopo aver lasciato l’auto in uno spiazzo appena prima del ponte nei pressi della presa d’acqua dell’Enel, iniziamo la salita, abbiamo scelto di passare per un sentiero un po’ più lungo, altrimenti è possibile percorrere anche una variante più diretta indicata in una delle prime curve sulla destra poco dopo il ponte. Il nostro sentiero inizialmente si sviluppa su strada, si procede per una serie di tornanti,e man mano che si sale il paesaggio si fa sempre più interessante. Dopo alcune curve, quasi al termine della strada asfaltata, si prosegue a destra lasciando invece a sinistra la stradina che porta alla borgata Gias Contard(1807 m). 

Verso Gias Contard

Entrambe le tracce sopra citate conducono al Gias della Sella a 1846 m. Qua, sulla sinistra, si trova l’indicazione per proseguire al bivacco.

La pendenza inizia a farsi sentire e seguendo sempre i classici segnavia bianco-rossi, dopo circa un’oretta di cammino si inizia a scorgere il bivacco con affianco il lago Bram a 2205m.

Il bivacco si vede che è di recente costruzione, all’interno si sente ancora il profumo di legno. La struttura si compone di un ampio ingresso, 6 posti letto, un soppalco e un tavolo con relative panche.

Bivacco Bernardi

Posiamo gli zaini e decidiamo subito di esplorare un po’ lo zona puntando le nostre punte dei piedi direttamente verso le cime limitrofe. In pochi minuti ci troviamo sulla cresta che fa da spartiacque tra la Valle Stura e la Valle Grana. Tentiamo la salita sul Monte Grum ma in molti punti sprofondiamo, non credevamo di poter trovare ancora così tanta neve a queste quote, ovviamente anche il caldo degli ultimi giorni non aiuta, rendendo il manto nevoso instabile, così ci fermiamo e ci accontentiamo di osservarlo e fotografarlo. 

Tornati al bivacco è tempo di riposarsi un po’, e tra una foto e un po’ di buona e sana lettura arriva l’ora di cena.

Ma non siamo soli, verso sera altri ragazzi sono arrivati al bivacco, e tutti insieme tra una chiacchera e l’altra ci gustiamo la cena al tramonto. 

Notte e montagna non possono che voler dire stelle, e per l’occasione abbiamo anche una colonna sonora, infatti tantissime rane si sono radunate intorno al lago, facendoci compagnia nel silenzio della notte. Muoversi attorno al bivacco è diventato quasi difficoltoso, dobbiamo fare attenzione a dove mettiamo i piedi, perché ce n’è ovunque e non intendono spostarsi, le potremmo quasi accarezzare.

Bivacco Bernardi

Giorno 2

Al mattino sveglia non proprio di buon’ora, i nostri “compagni di bivacco” lasciano il bivacco poco prima di noi, una colazione veloce, una pulita al bivacco e iniziamo la nostra giornata di camminata con molta calma, non abbiamo ancora i piani molto chiari su cosa fare in giornata.

Ma prima di partire riempiamo la borracce e ci sciacquiamo la faccia alla limitrofa sorgente (segnalata sulla mappa a fondo articolo).

Sorgente

Decidiamo di imboccare il sentiero intitolato “Curnis Auta” per conquistare un paio di vette limitrofe. 

Dopo pochi minuti ci troviamo all’Aigaversa, da qui decidiamo di seguire il sentiero che si mantiene in cresta, rigorosamente accompagnati dal Monviso.

Proseguiamo circondati solamente da insetti e qualche capriolo; passiamo da Punta dell’Omo e Monte Borel, proprio su quest’ultimo decidiamo di fermarci a pranzare, nel mentre che aspettiamo che i nostri ravioli siano pronti ci raggiungono due signori, con i quali trascorriamo l’intero pranzo a scambiarci informazioni su invenzioni messe in atto grazie a documentari himalayani e trekking interessanti delle loro e nostre zone. 

Punta dell'Omo

In un battibaleno è trascorsa un’ora, ci salutiamo e visto il caldo rovente decidiamo di scendere nel sottobosco per sentieri improvvisati in modo da fare ritorno alla macchina.

E’ stato un trekking semplice ma che ci ha permesso di conoscere una zona per noi nuova della nostra magnifica Regione, un ottimo giro da percorrere ad inizio stagione o magari, come nel nostro caso, quando ancora la neve in quota non permette di raggiungere altezze maggiori.